10 Mar / 2023

Tempo: 8 minuti

Miglior range di carico per la massa muscolare

Miglior range di carico per la massa muscolare

L’ipertrofia muscolare è da sempre al centro delle discussioni tra atleti, allenatori e ricercatori. Uno dei fattori chiave per stimolare la crescita è la scelta del carico di allenamento, spesso espresso in percentuale di 1RM (One Repetition Maximum) e nel numero di ripetizioni eseguite. In questo articolo esploreremo le definizioni dei diversi range di carico, le evidenze scientifiche più recenti sul loro effetto sull’ipertrofia e come applicare praticamente questi concetti nella programmazione settimanale.

Definizione del range di carico

Per range di carico si intende l’intervallo di intensità con cui si esegue un esercizio, misurato in percentuale del massimale e associato a un certo numero di ripetizioni possibili. Ecco la suddivisione più comunemente utilizzata:

  • Basso carico (> 15 ripetizioni): corrisponde generalmente a 40–60% 1RM. Obiettivo principale: resistenza muscolare e accumulo metabolico.
  • Medio carico (8–12 ripetizioni): tipico dell’ipertrofia, si lavora intorno a 60–75% 1RM.
  • Alto carico (< 6 ripetizioni): si tratta di intensità elevate, superiori al 75–85% 1RM, con focus su forza massimale e tensione meccanica elevata.

Questa classificazione non è rigida: molte persone ottengono ipertrofia anche con carichi leggermente al di fuori di questi range, purché le serie vengano portate vicino al cedimento muscolare.

Evidenze scientifiche

Negli ultimi anni numerose ricerche hanno messo in discussione l’idea che soltanto il range 8–12 ripetizioni sia “ipertrofico”. Una meta-analisi pubblicata da Schoenfeld et al. (2017) ha dimostrato che, a parità di volume allenante e portando le serie vicino al cedimento, l’ipertrofia dei muscoli scheletrici è simile tra basso, medio e alto carico. Simili risultati sono stati confermati da studi di Loenneke et al. (2012), che hanno evidenziato un incremento di fibre di tipo I e II utilizzando carichi leggeri eseguiti ad alta intensità metabolica.

Il meccanismo principale alla base di questi risultati sembra essere la tensione meccanica accumulata e lo stress metabolico ottenuto quando le fibre muscolari raggiungono il cedimento. Con carichi alti prevale la tensione, con carichi bassi aumenta lo stress metabolico e l’attivazione di fibre a contrazione veloce nel finale di serie.

Quindi, ciò che conta realmente è il volume totale (serie × ripetizioni × carico) e la prossimità al cedimento, più che il singolo range di ripetizioni.

Implicazioni pratiche: continuum del carico e variazione

Alla luce di queste evidenze, la programmazione dovrebbe sfruttare un continuum di carico anziché fissarsi su un’unica zona di ripetizioni. Ecco alcune strategie:

  • Periodizzazione ondulata: alterna sessioni leggere (12–20 rep), moderate (8–12 rep) e pesanti (4–6 rep) all’interno della stessa settimana o di microcicli settimanali.
  • Variazione settimanale/mensile: imposta cicli di 4–6 settimane focusing su medio carico per l’ipertrofia, poi 2–4 settimane di carichi pesanti per stimolare la forza.
  • Allenamento a cedimento: in ogni sessione porta almeno una serie di esercizi fondamentali fino a 1–2 ripetizioni dal cedimento per garantire piena attivazione muscolare.

Un esempio di microciclo settimanale potrebbe essere:

  • Lunedì (medio carico): squat 4×8–12, panca piana 4×8–12, rematore 3×10–12.
  • Mercoledì (alto carico): stacco da terra 5×4–6, military press 4×4–6, trazioni 4×6.
  • Venerdì (basso carico): affondi 3×15–20, croci 3×15–20, curl 3×15–20.

In questo modo si massimizza il potenziale ipertrofico di ciascun range, si evita la monotonia e si riduce il rischio di stallo.

Conclusione

Scegliere un unico range di carico non è più obbligatorio per ottenere buoni risultati in termini di massa muscolare. La ricerca supporta un approccio flessibile che includa carichi leggeri, moderati e pesanti, portando sempre il muscolo vicino al cedimento. Applicando un continuum del carico e variando periodicamente il focus, possiamo stimolare efficacemente sia la tensione meccanica che lo stress metabolico, ottimizzando la crescita muscolare nel lungo termine.